Giovedì 14 Settembre 2006

canzone della rinuncia tristre

Le luci dentro al buio sono andate via e l' allegria comprata è già sparita,
il giorno dopo è sempre la malinconia che spezza la magia di un' altra vita.

La forza che ti lega è grande più di te, l' anello al collo si stringe sempre più:
non dare più la colpa al mondo o a lei per la rinuncia triste a quello che non sei...

Lo sai cosa vuol dire stare giorni interi a buttar via nel niente solo il niente;
fai mille cose, ma sono sempre i tuoi pensieri che scelgono per te diversamente.

Son stanco d' aver detto le cose che dirò, di aver già fatto le cose che farò,
ma è tardi, troppo tardi, piangere ormai sulla rinuncia triste a quello che non fai...

Credevo l' incertezza possibilità e il dubbio assiduo l' unica ragione,
ma quali scelte hai fatto in piena libertà: ti muovi sempre dentro a una prigione...

Non è la luce o il buio né l' ero ed il sarò, non è il coraggio che ti fa dir "vivrò",
è solo un' altra scusa che usare vuoi per la rinuncia triste a quello che non puoi...

Non voglio prender niente se non so di dare, io e chissà chi decidono ciò che posso,
non ho la voglia o la forza per poter cambiare me stesso e il mondo che mi vive addosso...

E forse sto morendo e non lo so capire o l' ho capito e non lo voglio dire,
rimangono le cose senza falso o vero, e la rinuncia triste a quello che io ero...

Posted by at 02:13:43 | Permanent Link | Comments (0) |

Lunedì 04 Settembre 2006

lunaspina

Lunaspina


Io mi vesto normalmente come chi ha poca fantasia
come chi mette qualcosa e poi non deve andare via
Mi avvicino alle persiane, sento il mondo che fa rumore,
e gli orologi di una casa non si fermano mai.

E mi fido facilmente delle ombre via via
che riesco ad essere assente, e non cercarmi compagnia
E di notte sento bene i ritmi del mio stesso cuore
e le voci di una casa non s'imparano mai.

Ho un lavoro qui vicino, il mio lavoro non mi piace
perché mi consuma gli occhi e poi mi mangia le giornate
E in tutto questo non vedere,
in tutto questo non ricordare,
in tutto questo non amare
io sono qui che vivo

Io no, io no, io no, io no
io non ho terre da sognare
io non ho voci da seguire
io sono qui che aspetto

Io no, io no, io no, io no
io non ho lettere da spedire
non ho parole da imparare
per cantarle sola

Come è tarda questa notte, la mia lunaspina
venga giù alla finestra quella luce bambina
venga giù dal silenzio mia cara compagnia
con i mie muscoli stanchi io sono qui che aspetto.

Eh no, eh no, eh no, eh no
io ne avrei terre da sognare
ne avrei di voci da seguire
io non è vero che aspetto

Eh no, eh no, eh no, eh no
io non ho lettere da spedire
ne avrei parole da imparare
per non cantarle sola

Eh no, io no, io no, io no
io ne avrei dette di parole
io non l'ho amato il mio dolore
io non è vero che aspetto

Eh no, eh no, eh no, eh no
ne ho gridate di parole
e non l'ho amato il mio dolore
e adesso canto sola

Come se fosse facile
convincersi
a non ridere troppo
di sé...



Ivano Fossati, per Fiorella Mannoia

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Posted by at 03:17:50 | Permanent Link | Comments (0) |

Sabato 02 Settembre 2006

zavattini

"Girai la Cioceria per lungo e per largo, guardando commosso le cinte murarie dei padri Sabelli, gli archi romani lungo la Via Latina, le strade di pieta polita con le botteghe degli antichi artigiani, i palazzi fioriti dei Consoli e dei Podestà, sotto le finestre a bifora dai quali si alzò sovente la proptesta del popolo. E le chiese, cenobi, silenziosi santuari rivestiti di roccia. Luoghi lungamente ed amorosamente conservati, dove "cè bello", secondo un intraducibile inciso dei contadini Ernici..."

Posted by at 04:50:08 | Permanent Link | Comments (0) |

i ciociari lo fanno meglio

“…eeeh?”
“Il festival. E che avevi capito?”
“… aaah!”

Ai concorsi per gruppi emergenti ho sempre guardato con lo stesso amore riservato per la pasta scotta e le Catene di Sant’Antonio. Per cui, l’idea di presenziare per una serata intera a una manifestazione di questo stampo, per giunta nel cuore della Ciociaria (che diciamocelo, non 蠰roprio l’ombelico del mondo di jovanottiana memoria) non mi faceva esattamente sudare le ascelle dall’emozione. Ma per la causa del giornale pi?o del mondo e altre motivazioni di tipo squisitamente personale, via che sono partita per Alatri, insieme a una rappresentanza di giurati del festival “Alatri dal vivo”.

Il livello dei gruppi, a detta di molti dei presenti, non era eccezionale. Beh, va bene, i primi in scaletta erano un po’ i Frosinone City Ramblers, gli altri non me li ricordo e gli ultimi erano giusto un po’ derivativi, ma almeno derivavano dal punk funk e non dai cloni dei cloni di Peter Tosh o dei Rancid. Perch頳ia noto che la mia resistenza al concetto di “gruppo emergente” nasce dalla non assidua e davvero poco entusiastica frequentazione di manifestazioni atte a promuovere la suddetta tipologia di formazione musicale.

Sono stata in un gruppo sub-emergente anche io (nel senso che poi loro sono emersi un pochinino, ma senza di me, per poi annegare di nuovo, con un solo membro superstite come Kate Winslet nelle ultime scene di Titanic; e sta ancora emergendo anche lui), e quindi posso dire di aver visto cose che, a sud del Po (dove i gusti musicali della gente, per qualche misteriosa alchimia, sono migliori che nelle lande del nordest) non arriverebbero neanche alle pre-selezioni delle pre-selezioni, ma verrebbero additati a pubblico ludibrio e monito dei concorrenti futuri.

Ai concorsi per gruppi emergenti indetti nel triestino e nel friulano presenziano, in genere:

- gruppo r駧he (leggere con la “e” chiusa, se triestini), muniti di cantante dreadloccato ad imitazione di Bunna degli Africa Unite, e di almeno un membro del gruppo di formazione fusion, uso a tirarsi assoli in tutto e per tutto sostitutivi di una buona pippa;
- gruppo m鴡l (come sopra), minuti di cantante permanentato e ululante e e di almeno due membri del gruppo di formazione fusion, usi a tirarsi assoli in tutto e per tutto sostitutivi di una buona pippa, con il risultato che in ogni momento sembra che ognuno stia suonando una canzone diversa;
- gruppo di cover che fa Smells Like Teen Spirit inventandosi le parole (visto);
- stesso gruppo di cover che si ripresenta l’anno dopo con una cantante gnocca;
- gruppo blues in cui TUTTI i membri sono dei virtuosi, e le cui canzoni, fra improvvisazioni, assoli e finale con rullata di batteria, durano dai quindici ai venti minuti (tempo psicologico);
- gruppo di rock demenziale triestino (solo a Trieste), emuli falliti degli Skiantos, fanno ridere solo i triestini e neanche tutti, il che significa che fanno ridere all’incirca due-trecento persone in tutto (e stiamo sull’abbondante);
- gruppo ska (no comment).

Per aggravare la situazione, i suddetti devono invariabilmente esibirsi in condizioni spaventose, senza spie, con impianti approssimativi, su palchi larghi quanto una lasagna, e con fonici antipaticissimi che prima prendono nota dei volumi e poi lasciano tutto fermo come da ultimo soundcheck.

Cosa mi sono trovata di fronte ad Alatri: un palco spazioso, un buon impianto luci, amplificazione pi? dignitosa e un’organizzazione puntuale e seria, nonch頤ecisamente gioviale. E in pi?attro gruppi ben pi?oltabili degli headliner della serata. Che 蠴utto dire.

Comprenderete il mio stupore: non mi sarei mai aspettata di doverlo dire, ma i ciociari lo fanno davvero meglio

Posted by at 04:43:05 | Permanent Link | Comments (2) |

music for you

Posted by at 03:30:09 | Permanent Link | Comments (0) |

lampi dal cielo..

 Eccomi, mille dubbi, un lamento perpetuo e la vernice del cielo che colma il cuore.

Come lo facevano disegnare le maestre,come lo disegnavo i pittori...stelline con la scia luminosa,blu intenso...emozioni da consumare.

Decisione difficile quella di lasciare Roma mesi fà per tornare nella terra d'origine....una sconfitta,un sacrificio o che cosa??

Spesso a decidere sono i particolari....quella vernice blu ne è uno...

 

Posted by at 03:25:19 | Permanent Link | Comments (0) |